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NUOVO MASCHERINO - CIRCOLO DEL CINEMA |
martedì 13/03 - Moloch
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MOLOCH Premiato a Cannes 1999 per la sceneggiatura, Moloch è il penultimo film (L'ultimo "Dolce" è stato presentato a Cannes2000) del regista russo Sokurov, che opera dagli anni '70 ed ha all'attivo ben 30 lungometraggi, tra film e documentari. Di questi finora solo due sono stati distribuiti in Italia.
Inoltre durante il regime sovietico i suoi film venivano tutti sistematicamente censurati per cui si comincia ad apprezzare solo ora l'opera di questo grande regista visionario.
L'immagine risulta priva di spazio e collocata in un tempo indefinito, irreale nei suoi toni grigio-cenere o verde-acqua (toni che caratterizzano tutto il film). L'enfasi iniziale posta su questo personaggio ci da indicazioni sul ruolo che il regista gli attribuisce: Eva Brown è l'intermediaria tra lui e il "mostro", una figura che essendo legata a Hitler addirittura da un affetto potesse veicolare la sua raffigurazione di un personaggio che suscita tutto il suo disgusto, la sua rabbia e la sua paura.
Raccontare una giornata "normale " del Fuhrer
in un momento in cui è lontano da tutti quegli elementi che
costituiscono l'iconografia ufficiale del personaggio, svelare la
mediocrità del Male, banalizzare l'esistenza del mostro-Hitler,
significa anche e soprattutto renderla più oscena. La curiosità
si nutre di enigmi, di figure ed episodi lasciati nell'oscurità.
Il fascino del male sta soprattutto nel mistero che lo circonda. E
invece Moloch svela, fa toccare con mano, avvicina a ciò che
visto da vicino non può che suscitare ribrezzo. Riguardo ai
suoi personaggi Sokurov in un'intervista rilasciata a Gregory Catella
afferma:
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