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martedì 10/04-Il fantasma 

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IL FANTASMA (O Fantasma)

Portogallo 2000 - dur. 90' regia: Joao Pedro Rodrigues con: Ricardo Meneses, Beatriz Torcato

Il silenzio delle notti di Lisbona è rotto dal rumore degli spazzini, "fantasmi" che raccolgono di notte quello che il mondo scarta di giorno. Sergio è uno di loro. Vive solo in una stanza in affitto dove porta compagni occasionali. Suoi unici compagni di vita sono Lord, il cane da guardia del deposito della nettezza urbana e Fatima una collega innamorata di lui senza speranza. Una notte Sergio incontra l'uomo della sua vita. Lo segue, lo spia, si intrufola nella sua casa, rovista nella sua spazzatura. La storia è destinata a non avere futuro. L'unica risorsa è la vendetta che sfocia inevitabilmente nella pazzia. Rifiutato, Sergio si veste con una tuta in lattice nero e inizia a vagare tra le discariche, rifiuto anche lui di un amore non corrisposto.

La storia de "IL FANTASMA" è quella più sfruttata da secoli di letteratura e da cento anni di cinema, una crudele storia d'amore, di desiderio e di impotenza di fronte al rifiuto; anzi due storie quella di Sergio che perde la testa per uno che non lo vede nemmeno e quella di Fatima la donna che Sergio non potrà mai amare e che tratta con distacco ai limiti del disprezzo. In concorso alla mostra del cinema di Venezia 2000, "Il fantasma", uno dei film più amati di Alberto Barbera, direttore del festival, era già diventato il film scandalo della manifestazione tanto che " i bene informati" annunciavano il protagonista in passerella vestito con una tuta di lattice trasparente. Joao Pedro Rodrigues, portoghese trentaquattrenne, (già a Venezia nel 1997, dove aveva vinto il Leone d'oro per il cortometraggio "Parabens!"), debutta con "IL FANTASMA" nel lungometraggio senza nessuna intenzione di provocare né scandalizzare, ma solo raccontare di una ossessione, dell'amato e del desiderio che spinge a impossessarsi di tutto ciò che il corpo dell'altro ha sfiorato. Gli attori sono tutti non professionisti e nessuno di loro ha avuto problemi a confrontarsi con la storia anche nei momenti più espliciti, in quelle scene che hanno già fatto parlare molto la stampa, perché rifiutano le ambiguità e non ricorrono a ellissi o metafore, scene in cui mostrare esplicitamente il sesso diviene scelta etica ed estetica. Il racconto passa attraverso il sesso, non come provocazione, ma perché la sessualità fa parte della vita. La fisicità, il corpo, le fantasie più intime sono parte essenziale del progetto e la macchina da presa del regista li filma con naturalezza come se potessero essere riprese solo in questo modo. Le immagini "pornografiche" diventano immagini comuni, "normali" e perdono il loro valore erotico. Il cinema portoghese ci ha abituato a immagini di straordinario rigore, rigore che ritroviamo anche in "IL FANTASMA", ma nella sua Lisbona notturna (il film sembra girato nell'oscurità), Joao Pedro Rodrigues si muove con passione e freddezza ed esprime la sua personale visione del cinema e del mondo in uno stile diverso da quello dei maestri del cinema portoghese (De Oliveira, Monteiro, Rocha) e più vicino per sensibilità generazionale e nuovi terreni narrativi a Pedro Costa o ClaudiaTomaz (che non "Noites" suo primo lungometraggio ha vinto il premio della Settimana della Critica).

 

 

 

 

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