Cuore Matto e Zappatore: due leggende in pellicola Little Tony e Mario Merola regalano al film di Roberta Torre alcuni minuti di sogno, ma per chi li ha sempre seguiti non suonerà come una sorpresa

di Stefano Della Casa

Roberta Torre con il suo Sud Side Stori ha diviso la critica lasciando però un luogo geometrico di unanimità: Little Tony e Mario Merola sono straordinari.In realtà, chi li seguiva dai tempi rispettivamente di Marinai in coperta e Carcerato non aveva francamente nessun dubbio in materia. Little Tony, qualche anno fa, dichiarò che se nei nostri anni Sessanta ci fosse stato un cantante che avesse saputo unire la voce di Bobby Solo alla presenza scenica dello stesso Little Tony, Elvis Presley avrebbe avuto il suo bel filo da torcere. Nei musicarelli dell'epoca, Little Tony era sempre in divisa (da marinaio ovviamente in Marinai in coperta, da aviatore nei due Zum Zum Zum): era già successo prima di lui a Gianni Morandi, sembrava una cautela degli sceneggiatori per dimostrare che anche i beat e i rocker facevano il loro dovere civile e dunque, malgrado le apparenze, erano da considerarsi bravi ragazzi. Per la verità, Tony con l'onda beat non c'azzeccava proprio per niente: il suo rock fisico e acrobatico si rifaceva alla tradizione precedente, non aveva ambizione protestatarie e tanto meno politiche, attingeva agli Stati Uniti ma anche alla Francia (ed è infatti francese la sua canzone in Sud Side Story). In tempi recenti è stato anche lui obbligato al revival ma lo ha fatto con dignità, anche perché sa ancora muoversi sul palco con magnetismo dinocolato. Inoltre, ha già dimostrato di sapersi prendere in giro: in L'odore della notte, sottovalutatissimo film di Caligari, si prestava a imitare il basso di Cuore matto e subiva la battuta feroce del bandito che lo irrideva: "A' Little, tu me stoni!". In Zum Zum Zum n.2 raccontava meglio di ogni altro la Swinging London così come se la immaginavano gli adolescenti dell'epoca (per usare le parole di Baglioni, Viva l'Inghilterra, pace, donne, amore e libertà"). Con la Torre ripropone con fascino balistico Riderà: tre minuti di sogno.Anche Merola ha un rapporto articolato con la celluloide. Il trailer di Carcerato, con il quale inizia una lunga collaborazione con il regista Alfonso Brescia, è quasi meglio del film e lo stesso vale per Zappatore (chi non è senza cuore a causa di un cinismo postmoderno non può restare insensibile alla storica frase: "O' zappatore nun se scorda 'a mamma"). Poi è passato al poliziottesco, rinunciando a cantare in Napoli serenata calibro nove (e in questo fa onore al titolo) ma rivelandosi straordinario quando si traveste da posteggiatore abusivo per smascherare i trafficanti di droga (lui è un bandito onesto, le polverine velenose le lascia agli infamoni). Ma da tempo (almeno da quando Chiambretti ha fatto irruzione nella sua stanza sanremese dove sta stipato con la sua famiglia) accetta l'ironia dei potenti della comunicazione sulla sua popolarità proletaria. E nel minuto e mezzo che Roberta Torre gli concede riesce a farci sognare. E' anche riuscito a passare indenne rispetto alla volgarità del suo omonimo superdotato Valerio. La classe antica non si misura in centimetri, soprattutto in quella zona del corpo.

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