NUOVO MASCHERINO - CIRCOLO DEL CINEMA


martedì 13/02-Controvento

 

 

 

Locandina

 

CONTROVENTO

Italia 2000 - dur.98' Regia: Peter Del Monte Con: Margherita Buy, Valeria Golino, Ennio Fantastichini.

Piove sulle piazze barocche e le periferie industriali di una livida e malinconica Torino, in Controvento, presente proprio in questi giorni al festival di Berlino (8-18 febbraio) e Peter Del Monte disegna il ritratto di uno strano triangolo di infelici. Clara (Margherita Buy), psichiatra, razionale e borghese, che vive solitaria difendendosi dall'infelicità altrui, Nina (Valeria Golino), l'irrequieta, passionale sorella, niente casa e niente soldi, sempre in fuga da tutto e da tutti, soprattutto da se stessa e poi c'è Controvento, ovvero Leonardo (uno strepitoso Ennio Fantastichini) un infermiere, trasandato, spettinato, che, alla ricerca di Nina s'imbatte in una relazione con Clara, unito a lei dalla disperazione di una solitudine che non lascia scampo. Depressi, solitari, ammalati di quella malattia apparentemente passata di moda che va sotto il nome di mancanza di comunicazione non si fanno mai conprendere fino in fondo e questo delicato rapporto a tre disegna un triangolo che non chiude i suoi vertici, anzi si sfalda man mano, giocato su atmosfere trattenute e rapporti sbilanciati in una storia che più che farsi raccontare si lascia trasmettere per osmosi.

Margherita Buy e Valeria Golino in una scena del film

Controvento gioca sulla sensibilità, sull'emozione intima ed incomunicabile se non per sottrazione, sui rapporti eterni e mai completamente sviscerati tra sorelle, tra uomo e donna, tra psicologo e paziente. Del Monte ci lascia spettatori un po' distaccati, senza coinvolgerci, portandoci tra una sonata di Schubert e una canzone di Patty Pravo, quasi a passo di danza, da un istituto manicomiale ad un pronto soccorso, da uno squallido monolocale di periferia alla nuda terra di un cimitero in una giornata ancora piovosa. Sincero nella sua sfrontatezza a mettere in scena il delirio del vivere, Controvento "ci appare come una meteora impazzita in mezzo ad un cinema presuntuoso che "abusa" di ciò che parla, che si finge d'autore perché filma davvero quello che sta fra le persone, con tutto il coraggio e la follia di una simile ricerca così inattuale, contromoda, controtendenza, controvento". E in conclusione è impossibile non sprecare almeno una parola per la bellissima fotografia di Saverio Guarda che riesce a scandagliare tutti i moti e le sospensioni dell'anima in questo film triste e cupo, come del resto spesso è la vita.

 

 

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